L'indiEsponente

pillole di musica indie


Chiedi pure  

Quarto album per gli americani ROYAL BANGS che con Brass continua il percorso musicale ibrido tra indie, math-rock e melodie pop prodotto questa volta da Pat Carney batterista dei The Black Keys.

L’esuberanza musicale del trio di Knoxville viene cosparsa di brillantante con il singolo Better Rune posta tra l’argenteria sonora del gruppo in bella mostra pronta ad ammaliare i meno esigenti e più dinoccolati.

FAUVE è un collettivo artistico francese di musica e videoarte fondato a Parigi nel 2010. La band utilizza il segno (non uguale) come segno identificativo. Hanno una propria etichetta la Fauve Corp e la band è composta da cinque elementi (cantante, chitarrista, bassista e batterista) più un videoartista che compone e produce i video ma il collettivo grazie alle collaborazioni può arrivare anche a quindici elementi.
Devono il loro nome ad un film diretto e interpretato da Cyril Collard del 1992 Les Nuit Fauves (Notti selvagge), le loro origini sono un mistero e mantengono un certo anonimato sui media. Divennero noti attraverso i loro messaggi in rete e la loro produzione musicale è confluita nell’Ep Blizzard uscito lo scorso anno, piazzandosi a sorpresa nella top 20 delle charts francesi. Blizzard è anche il titolo del loro singolo e video artistico.
Una delle produzioni artistiche indipendenti migliori europee degli ultimi tempi. Chapeau!

Loro sono gli AND SO YOUR LIFE IS RUINED vengono dalla ormai ex regina glamour estiva e ormai decadente Rimini ed il oro sound è un emo/post-rock italico di buona fattura.
Quattro voci che gridano all’unisono negli spazi intimi e raccolti della riviera romagnola. Nascono nel 2010, trovano la formazione definitiva nel 2013. Ora è appena uscito il loro primo album omonimo per V4V Records (Italia), Voice Of The Unheard (Francia), Lonely Voyage Records (Regno Unito).
Il primo singolo Febbraio è una carezza melodica che si spalma sulla cartavetra ed implode come una singolarità sub-atomica sonora per poi tirar fuori tutta la malinconia di una generazione sospesa.

Vengono dallo Utah si chiamano THE NEW ELECTRIC SOUND e di loro si sa poco o nulla - la loro strampalata autobiografia sul sito ufficiale di certo non aiuta - si sono formati lo scorso anno e dicono di ispirarsi a The SurfarisDick Dale e Buddy Holly. 
Hanno da poco autoprodotto l’album di debutto omonimo, dai suoni pop rock ed hanno l’appeal adatto per ambire nei circuiti mainstream con le loro song spensierate e melodiche perfette per le radio, come questo singolo Suitcase che ricorda certe sonorità sbarazzine di band affini come i The Kooks o i The Crookes.
Probabilmente rimarrà una delle tante band impantanate nel circuito locale ma confidiamo che la buona sorte possa gettare uno sguardo benevolo su di loro. Scommetto un penny!

I londinesi TELEMAN nascono dalle ceneri della band indie Pete and The Pirates che dopo un paio di album e qualche buon singolo si è definitivamente sciolta nel 2012.
Da quell’esperienza i fratelli Sanders abbandonano i riff taglienti e le ritmiche affilate per concedersi ad un indie pop garbato e melodico confluito nell’album d’esordio Breakfastche contiene molte potenziali hit radiofoniche come questa spigliata Skeleton Dancecon i suoi synth ammiccanti e giri armonici con un refrain frizzante e sbarazzino dal gusto un po’ nerd perfetto per questa coda estiva tutta da gustare.

Manca poco all’uscita l’ottavo album della band texana di culto SPOON che il 5 agosto darà alle stampe il loro ultimo lavoro in studio They want my soulper la piccola label Loma Vista
Dopo aver ingolosito i fan con il brano Rent I pay qualche settimana fa ed essersi esibiti con un altra nuova song Rainy Taxi nel talk show statunitense Jimmy Kimmel Live! la band indie americana presenta il primo singolo Do younel cui video post-apocalittico diretto da Hiro Murai recita il frontman Britt Daniel intento a guidare in uno scenario urbano alquanto particolare.

Una canzone dagli arrangiamenti melodici che conferma l’ottima qualità timbrica del sound della band underground di Austin a suo agio nei diversi esperimenti sonori nei quali si cimentano. Un gradito ritorno in tempi di arsura musicale.

Uscirà in Italia il 25 agosto Alarms in the heart il secondo album degli inglesi DRY THE RIVER con una produzione di tutto rispetto con Charlie (Florence the Machine, Ed Sheeran) e Paul Savage (Mogwai, Franz Ferdinand) e con gli arrangiamenti che saranno curati da Valger Sigurdsson (Sigur Ròs, Bjork). 

La band capitanata da Peter Liddle con il suo caratteristico falsetto, era stata già protagonista su queste pagine QUI e continua il suo percorso musicale vicino all’indie-folk sound americano con il primo singolo Gethsemaneuna ballad elegante e garbata capace di cullare e proteggere dai temporali estivi e le turbe di un estate mai arrivata.

Sono passati ben quattro anni dal loro ultimo (non entusiasmante) lavoro in studio per una delle band di culto della prima ondata indie alle porte degli anni duemila. Loro sono gli INTERPOL ed il 9 settembre uscirà El Pintor (anagramma del nome della band e “pittore” in spagnolo) quinto album per il trio newyorchese che è stato anticipato dal brano d’apertura All the rage back homeche sembra tornare alle atmosfere new wave e dark dei primi album. Il video è stato diretto dallo stesso leader Paul Banks insieme a Sophia Peer e lo vediamo per la prima volta cimentarsi col basso.

Gli ANTLERS vengono da Brooklyn, dal cuore sonoro della Grande Mela ed hanno appena dato alle stampe il loro ultimo lavoro Familiarsil quinto in studio, ma terzo di una trilogia di capolavori che annovera Hospice (2009) uno degli album contemporanei più toccanti e intensi, che narrava in musica il dolore del frontman Peter Siberman al capezzale della sua ex malata terminale, e proseguito con Bust Apart (2011) in cui si metteva a nudo scavando nella propria disperazione.

L’album in questione dato alla luce che uscirà il 16 giugno, si apre con la bellezza accecante contenuta in Palacescelta anche come singolo, che racconta di una coppia che ha una connessione speciale sin da piccoli, in cui s’inserisce successivamente un terzo elemento che seppellisce il loro amore (He left the tallest peak of your paradise/ Buried in the bottom of a canyon in hell) ma dentro il loro “palazzo” del titolo, non necessariamente un luogo fisico, piuttosto un posto nei loro cuori o nella mente, nulla e nessuno può spezzare il loro legame, un rapporto che non ha bisogno di ostentazioni e null’altro per poter essere considerato reale.

Dalle pagine di questo blog qualche anno fa consigliai QUI l’ascolto di un giovane gruppo che si era autoprodotto un Ep e si affacciavano per la prima volta nel marasma del panorama musicale indipendente nostrano.
Loro sono I GIORNI DELL’ASSENZIO, power trio frentano (di Tollo per i puristi della geolocalizzazione) che nel frattempo è cresciuto e maturato, ha firmato un contratto con l’ambiziosa label Ridens Records con la produzione artistica di Paolo Paolucci- e partorito un album d’esordio Immacolata Solitudine che uscirà a giugno e sono certo farà parlare di sé e desterà dal torpore qualche detrattore del rock italico troppo assuefatto dalla sbornia delle nuove leve del cantautorato tricolore.

Qui c’è la rabbia post-adolescenziale, il grunge e l’hard rock che si fondono in un amplesso lussurioso con la melodia dando nuova linfa ad una soluzione sonora troppo presto data per morta e accantonata.
Il primo omonimo singolo Immacolata Solitudine ne giustifica le velleità e ribadisce il concetto espresso con una canzone che contiene in sé il germe di un sound che contagerà molti, il cui video è diretto dal talentuoso videomaker Francesco Di Nardo, chitarrista dei Voina Hen. 

Avevo già parlato di lei QUI SHARON VAN ETTEN, cantautrice del New Jersey che con il suo album precedente lo splendido Tramp aveva conquistato i favori di tanti appassionati ascoltatori in tutto il globo. 
Ora a due anni di distanza, il 26 maggio per l’esattezza, uscirà il nuovo atteso lavoro della folk singer americana intitolato Are you there sempre per l’etichetta di culto Jagjaguwar in cui si distanzia dalla matrice folk per indagare strade musicali più affini alla tradizione rock e blues a stelle e strisce, come si evince dal primo singolo estratto Taking Chancesuna ballad delicata dall’incedere lento, ipnotico e inesorabile. Il video è diretto dal videomaker Michael Palmieri ed è ispirato al film Cleò from 5 to 7 della regista francese Agnès Varda esponente della Nouvelle Vague.

Le strane leggi del mercato musicale hanno fatto sì che il remix di un brano I Follow Riversia divenuto improvvisamente un tormentone e abbia fatto conoscere anche al grande pubblico italiano il nome della cantautrice svedese LYKKE LI.
A tre anni da quel pezzo, la singer nordica torna con un nuovo album I never learn che ricalibra sul versante intimo e dalle tinte più folk la sua musica, scrollandosi di dosso le esuberanze pop dei lavori precedenti candidandosi di diritto come uno dei migliori album dell’anno.

Il primo singolo è la piccola e meravigliosa ballata Love me like I’m not made of stone vulnerabilmente acustica. Uno struggente e doloroso canto o preghiera, sulla necessità dell’essere amati, nonostante tutto.

Abbandonarsi al fluire delle cose..

(Fonte: Spotify)

Si chiama DEATH VESSEL è nonostante il nome evochi qualche gruppo metal nordico è in realtà il progetto folk solista di Joel Thibodeau, nato a Berlino ma cresciuto nel Maine, aspetto da nativo americano e una voce angelica ed eterea quasi femminile.

Per il suo terzo disco Island Intervals targato Sub Pop Records è andato a registrare in Islanda con la partecipazione di gruppi locale e di Jonsi dei Sigur Ros con il quale recentemente è stato anche in tour. Il singolo Mercury Dimeesalta le doti vocali da soprano di Joel in una garbata sinfonia pop dalle armonie rilassanti immersa completamente nella distese della Iceland musicale e geografica.

Si chiamano ELEPHANT, sono un duo londinese composto da Amelia Rivas (vocal, keybords) e Christian Pinchbeck (guitar, computers) e definiscono la loro musica “Nocturnal Lo-Fi Bedroom Dreamy Beach Pop” . 

Dopo un paio di singoli usciti lo scorso anno che ha attirato l’hype necessario nei loro confronti ora esordiscono con il primo album in studio Sky Swimming Una musica che è il risultato di “notti prolungate di creazione febbrile”, durante le quali “le idee sono state assemblate e sezionate” e le canzoni “registrate e respinte”.

Questo è il primo singolo Skyscraper splendida ballata dreamy le cui atmosfere soul-pop la rendono elegante e dal sapore retrò. Una delle cose migliori di questo 2014 da ascoltare e custodire nel proprio scrigno musicale.